Il progetto “50+ GO DIGITAL – Percorsi di upskilling per colmare il divario digitale nella forza lavoro che invecchia nelle PMI tradizionali” ha raggiunto un traguardo fondamentale: il completamento della valutazione estesa dei bisogni e dell’analisi dei gap di competenze digitali a livello settoriale. Attraverso survey e focus group realizzati in Italia, Portogallo, Austria, Ungheria e Irlanda, sono stati raccolti dati diretti da lavoratori over 50, PMI, enti di formazione professionale (VET) e stakeholder territoriali attivi in settori tradizionali oggi attraversati da una rapida trasformazione digitale.
L’obiettivo della ricerca è stato quello di fotografare in modo preciso le reali condizioni digitali dei lavoratori maturi, delle PMI e dei provider formativi in Europa. Sono state analizzate le competenze digitali attuali, il livello di preparazione organizzativa, le barriere alla partecipazione formativa, i bisogni di digitalizzazione specifici per settore e i formati di apprendimento più efficaci per favorire percorsi di aggiornamento realmente sostenibili.
I risultati guideranno ora le prossime fasi del progetto: dallo sviluppo della Upskilling Roadmap agli strumenti di autovalutazione per i lavoratori over 50 e per le PMI, fino alla progettazione di modelli formativi settoriali e di un futuro sistema di micro-credenziali.
Per garantire risultati solidi e comparabili, ma allo stesso tempo radicati nell’esperienza concreta dei contesti lavorativi, la ricerca ha integrato dati quantitativi (survey) con approfondimenti qualitativi (focus group) in ciascun Paese partner. Questo approccio ha permesso di affiancare evidenze misurabili all’ascolto diretto delle esperienze di lavoratori, imprese, formatori e stakeholder locali.
Ogni partner ha focalizzato l’analisi su un settore chiave per le sfide di digitalizzazione nazionali: IterEgo in Italia su agricoltura smart e manifattura digitale; IN-ECOS in Portogallo su turismo e ospitalità; Meta4 in Austria su IT e logistica; HKIK in Ungheria su automazione industriale e robotica; SRC in Irlanda su retail e servizi digitali.
Il messaggio emerso è chiaro e condiviso: la digitalizzazione accelera rapidamente, ma molti lavoratori over 50 non ricevono ancora un supporto strutturato, pratico e orientato alla fiducia per stare al passo. Questo è particolarmente evidente nelle PMI tradizionali, dove tempo, risorse e capacità formativa limitate rendono difficile integrare l’apprendimento digitale nei processi quotidiani.
A livello nazionale emergono criticità e bisogni specifici. In Italia, la digitalizzazione è ancora disomogenea, soprattutto nelle aree rurali e nelle piccole imprese familiari agricole. I lavoratori utilizzano strumenti digitali per attività amministrative e gestionali, ma permangono problemi di connettività, formazione frammentata e scarsa fiducia. Serve una formazione flessibile, pratica e direttamente sul campo.
In Portogallo, le PMI del turismo e dell’ospitalità, soprattutto nelle aree rurali, risentono della stagionalità, della mancanza di tempo e della limitata capacità di investimento. I lavoratori utilizzano strumenti digitali operativi, ma necessitano di maggiore supporto su cybersecurity, gestione delle piattaforme e fiducia digitale. Il formato più efficace risulta essere breve, pratico e integrato nel contesto lavorativo.
In Austria, i lavoratori over 50 nella logistica utilizzano regolarmente sistemi digitali avanzati. La criticità principale non è l’uso degli strumenti, ma la gestione degli imprevisti. Emergono quindi bisogni legati a mentoring, ambienti di apprendimento sicuri e microlearning pratico.
In Ungheria, le difficoltà riguardano soprattutto l’interazione con interfacce digitali complesse, sistemi ERP (piattaforme integrate per la gestione dei processi aziendali) e strumenti legati alla robotica. La paura di commettere errori in contesti ad alto rischio rappresenta una barriera significativa. Si raccomandano formazione basata su simulazioni, mentoring tra pari e semplificazione delle interfacce.
In Irlanda, i lavoratori mostrano buona familiarità con le attività digitali quotidiane, ma incontrano maggiori difficoltà su cybersecurity, sistemi online avanzati e analisi dei dati. È necessario rafforzare il supporto alle PMI e offrire formazione pratica direttamente collegata alle attività operative.
A livello europeo, emerge una dinamica comune: la velocità della trasformazione digitale supera la capacità di adattamento di molti lavoratori over 50. Le opportunità formative risultano ancora frammentate e la mancanza di fiducia rappresenta una barriera cruciale. La paura di sbagliare e l’assenza di spazi di apprendimento sicuri limitano la partecipazione.
Allo stesso tempo, anche le PMI necessitano di un supporto organizzativo più strutturato: strategie digitali più chiare, tempo dedicato alla formazione e processi concreti di sviluppo delle competenze. I formati più efficaci risultano essere brevi, modulari, basati sul lavoro reale e supportati da esempi pratici, apprendimento tra pari e modalità flessibili blended.
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